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Om Salvei


L'Om Salvei era un uomo forte e robusto, simile ad un orso per la folta barba e la lunga capigliatura, che, avendo un carattere schivo e scontroso, scendeva a valle di rado. Conosceva perfettamente le erbe, gli alberi e tutto il regno animale ed è proprio grazie a lui che i montanari hanno appreso gran parte delle conoscenze che ancora oggi fanno parte della tradizione biellese, come la ricetta dei canestrelli e le tecniche casearie. La vicenda racconta che un bel giorno l'Om Salvei, forse stufo della sua solitudine, invitò un “muntagnin” ad entrare nella sua grotta. Versò il latte in un paiolo, facendolo scorrere attraverso un imbuto, all'imboccatura del quale aveva messo un ciuffo di licheni: serviva a trattenere ogni impurità, perché, diceva:"bisogna trattare il latte con rispetto, se vogliamo che sia generoso". I giorni seguenti arrivarono altre persone dal paese e l’Om Salvej insegnò loro tutti i procedimenti per giungere a qualcosa che ancora la gente non conosceva: il burro; con il tempo svelò anche le tecniche per lavorare i latticini e produrre il formaggio fresco, la toma e la meistra (l'aceto e il lievito dell'alpeggio), voleva insegnare agli altri ciò che conosceva. Alcune persone tuttavia, pensarono di fargli uno scherzo e posarono sulla pietra dove era solito sedere una grossa chiave arroventata. L'uomo arrivò e ustionandosi fuggì, marchiato a fuoco. Da quel giorno nessuno lo vide più: se n'era andato per sempre e con lui tutti i segreti che ancora non aveva potuto rivelare.


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